giovedì 2 maggio 2013

la mia storia (?)

ciao ragazze.
ho deciso di parlarvi di me, un po' in generale.
su di me ci ho ancora capito poco, so solo che sono sempre stata quella che emergeva dal gruppo, ma solitamente non per simpatia o esibizionismo, piuttosto per il modo di vestire, di comportarmi e di pensare.
in quinta elementare avevo, chissà perchè, questa fissazione con gli emo. ero proprio convinta di esserlo, mi dicevo "amo il nero e il ciuffo sugli occhi, quindi sono un emo", probabilmente mi ero talmente persa che mi sono aggrappata a quello, dandomi un'etichetta avrei fatto parte anche io di qualcosa.
andando alle medie mi sono portata dietro quella massa di vestiti neri, ciuffi colorati e bracciali con le borchie. nella classe in cui ero, conoscevo solo due ragazze, ma non ho avuto problemi a fare nuove amicizie e nell'estate della seconda media conobbi la mia prima vera migliore amica. e credo sia stato proprio lì l'inizio della mia rovina.
a gennaio le cose sono precipitate e, per fatti ancora ambigui persino a me, l'amicizia è crollata, in realtà tutte le mie amicizie sono crollate, una dopo l'altra, davanti ai miei occhi. forse è stata colpa mia, o forse no, credo che non lo saprò mai.
a marzo mi presi la mononucleosi, sono stata a casa un mese, senza vedere nessuno, e nei due giorni passati ricoverata all'ospedale con l'ago di una flebo infilata nel braccio, l'unica chiamata che ricevetti fu quella di mia zia che sta a Roma.
una volta guarita e tornata a scuola ero più sola che mai. ma per fortuna ho incontrato la mia migliore amica della scuola materna. siamo tornate grandissime amiche, sembrava che il tempo non fosse passato, e noi fossimo ancora sedute sull'altalena ai giardinetti, con le mamma che ci spingono da dietro.
a maggio iniziai ad andare da una dietologa, in un mese persi 3 kg. poi ancora 1 kg. ma rinunciai, era estate, e avevo voglia di gelato.
credo sia stato a settembre che mi avvicinai all'autolesionismo. senza volerlo o cercarlo. un giorno mi graffiai con il rasoio mentre mi depilavo e pensai, guardando il sangue che usciva "non ha fatto tanto male", e ne feci un altro altrettanto grosso sull'altro polpaccio. il giorno successivo sulle ginocchia. mi faceva male, ma mi piaceva, vedere il sangue che usciva, la crosta che si formava.
pian piano stava diventando un'abitudine, uno sfogo, un passatempo.
a dicembre la madre della mia migliore amica mi disse che ero  una brutta infulenza, una buona a nulla, una distrazione per sua figlia, una ragazza particolare, e che forse era meglio se io e lei non ci vedevamo più.
la lametta diventò la mia migliore amica.
poi a gennaio le cose si sistemarono, più o meno. ma il mio bisogno di tagliarmi c'era sempre, puntuale, tutte le sere. un giorno mia mamma trovò un fazzoletto pieno di sangue. ero stata scoperta, il mio piccolo mondo segreto era stato conquistato e distrutto. mi trascinò da una psicologa "come stai?" "bene" "ti autolesioni ancora? "no ho smesso" "bene allora direi che abbiamo finito, è stato un piacere aiutarti".
ma a gennaio, ho conosciuto anche la mia salvezza, la mia vera migliore amica, la ragazza con cui condivido tutto, che la pensa come me, che mi capisce, che mi ama per ciò che sono, un ragazza perfetta, che abita a 4 ore e mezza da me. una ragazza che sono riuscita a vedere solo una volta, quando sono andata da lei, l'11 e il 12 febbraio. il suo abbraccio è stato migliore di qualsiasi seduta con una psicologa.
che altro aggiungere? suono la chitarra classica, ho fatto nuoto per 12 anni, faccio il liceo scientifico anche se lo odio, e il mio sogno più grande è di laurearmi all'estero (america o inghilterra, ancora da definire lol)
adesso posso dire di avere un'altra amica sempre al mio fianco, Ana. lei non mi abbandonerà, lei mi amerà e porterà con sè verso la perfezione. vedo un futuro più leggero.

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